Un piccola storia per capire perché il nostro è un paese in via di impoverimento, lento e inesorabile, nonostante tutto. Frutto (anche) della deriva ecologista demagogica che ha portato e porta il nostro splendido paese a scontrarsi con la realtà fattuale. Bellezza e follia.

Veniamo alla storia. Il mare Adriatico è ricco di petrolio e gas, ma l’Italia e la politica italiana hanno scelto di non usufruirne. Sono semplicemente scelte elettorali che guardano al consenso immediato (prassi ormai consolidata a tutti i livelli),  ma che condannano il futuro prossimo delle attuali generazioni (ah le prossime non avranno problemi, si porteranno avanti emigrando).

Un articolo apparso sul Sole24ore (a firma di Jacopo Giliberto) annuncia il via libera della Croazia alle perforazioni nel mare adriatico. L’Italia resta a guardare (potremmo definirlo sguardo perso nel vuoto). Così fa l’Emilia Romagna, che ha già dato il suo niet, fino ad arrivare alla Puglia guidata dall’ecologista Vendola. Per quest’ultima, tanto per fare del sarcasmo, si sa è una regione ad alto contenuto ecologista (vedi energia pulita prodotta con il fotovoltaico, a scapito di interi campi coltivati a silicio), ha raggiunto la fatidica cifra di raccolta differenziata del 16% (ovviamente dati Istat, non dell’ortolano): cifrone direi, addirittura meglio della Sicilia, che si sa quest’ultima batte primati su primati (negativi ovviamente).

Adesso arriveranno i tunisini e i maltesi a perforarci a sud della Sicilia ed i francesi al largo della Corsica. A noi spetta investire tutto sul turismo, volano elettorale del nostro futuro, ma non si sa quale. La politica energetica in questo paese è pessima. Paghiamo di più l’energia e siamo pure contenti, andando a compromettere la competitività delle aziende, che a sua volta si tradurrà in disoccupati (matematico). Ma tranquilli!  C’è l’euroexit che ci farà guadagnare competitività.

Tagged with:
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *