Durante l’intervento stamane all’Associazione Bancaria Italiana, il governatore di Bankitalia Visco,  ha richiamato ad un eventuale intervento, anche di natura pubblica, relativamente alle banche di piccole dimensioni.

Ha fatto questo breve richiamo: “per le banche di dimensioni più contenute sono da ricercare soluzioni volte ad accrescere il coordinamento tra intermediari e a generare una massa critica di attività. Interventi pubblici, purché compatibili con i vincoli di finanza pubblica e con le regole europee di aiuti di Stato, potrebbero contribuire a superare le difficoltà che gli intermediari incontrano nel liberare i bilanci dal peso dei crediti anomali e rilanciare l’offerta di credito a famiglie e imprese.”

Le banche italiane di piccole dimensioni, quindi non quelle grandi regolamentate e controllate dalla BCE, hanno ancora una massa di crediti deteriorati troppo elevati rispetto ai valori richiesti da Basilea 3. Ciò intacca i bilanci ed ingessa l’offerta locale di credito. Ve lo ricordate piccolo è bello ed il localismo becero dei nostri governatori? Le grandi banche si sono adeguate hanno pulito i bilanci e continuano a farlo (vedi cessione dei crediti), le piccole invece sono rimaste a guardare. Visco oggi lo ricorda all’ABI ed al governo: magari un intervento pubblico con una eventuale bad bank che assorba i crediti decotti. Potrebbe paventarsi anche un eventuale intervento UE sulla stregua del salvataggio delle Cajas in Spagna. Andrebbe bene se questa eventuale azione facesse ripartire il credito delle banche locali, tanto amate dai politici che amano il localismo nostrano.

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