Il BBG è l’ultimo prodotto di “Democrazia Italia”. È appena passata una settimana dal lancio di questo nuovo prodotto della sorprendente italianità. In definitiva un mostro a tre teste: Berlusconi, Bersani e Grillo potrebbero rappresentare quei famosi mostri di cui parlava Tremonti.  Per gli italiani c’è sempre un nuovo mostro, il bello è che li scegliamo noi. Ma tant’è, quindi bisogna ripartire da qui. È questo il problema maggiore che Napolitano si troverà ad affrontare e per giunta negli ultimi mesi di mandato. Chissà che il presidente non riesca nel miracolo. Liberi di crederci, si intende. In sintesi i problemi (o mostri) sono tutt’altro che finiti, solo che quest’ultimo mostro sembra uno dei più difficili da battere.

Dubito che il bazzuca di Draghi possa essere utilizzato come arma perpetua, anche perché non sarebbe giustificabile nel lungo periodo. Infatti  potrebbe nascere un  problema sull’utilizzazione del così detto “scudo anti-spread”. Il dato di fatto è che l’Italia oggi non ha più un governo stabile e duraturo, appoggiato da una maggioranza fluida.  Negli ambienti istituzionali questo strumento di abbattimento del rischio, potrebbe essere utilizzato solo qualora vi sia una controparte solida, la quale si impegnerebbe nel medio-lungo periodo a mantenere gli accordi. Quindi senza un governo sano qualsiasi esso sia, lo scudo non sarà innalzato. L’eventuale Memorandum of understanding deve essere proposto ad una maggioranza duratura, senza che poi questo possa essere disatteso fra qualche mese. Questo sulla carta, ma gli eventi potrebbero disattendere questa situazione e costringere Draghi ad intervenire nuovamente. Ma sono interventi che vanno avanti già da qualche anno, e non potrà durare a lungo.

Gli unici ottimisti oggi sembrano gli eletti ed elettori del M5S, forti del risultato elettorale e certi di aver dato la prima spallata al sistema. Ma i muri da abbattere rimangono molti. Primi fra tutti economia e sociale. Sul primo M5S non ha saputo dare risposte credibili e sul sociale la proposta sul reddito di cittadinanza rimane al pari di quelle di abbattimento delle tasse del Pdl. Speriamo i mostri non l’abbiano vinta, altrimenti a video potremmo vedere  “Game Over”.

“L’Italia è un paese dove sono accampati gli italiani” – Ennio Flaiano.

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One Response to Il cerbero BBG e lo scudo

  1. Shan'do ha detto:

    I commenti sull’attuale configurazione politica italiana stanno riempiendo lenzuolate presso tutta la stampa mondiale.
    Sorvolando sulle considerazioni più banali, come di consueto su BadMoney, è più interessante concentrarsi sull’ “et nunc” che attende il Paese.
    Il Paese è, ad oggi, evidentemente ingovernabile, per lo meno secondo le definizioni “bancarie” di governabilità. Mancano una leadership forte; una direzione strategica ed economica chiara; ed un pacchetto di misure sociali prima ancora che finanziarie in grado di consentire l’armonico dispiegarsi delle riforme. Gli investitori sono perfettamente consapevoli di tutto questo, e sono pronti, grilletto alla mano, a riaccendere il fuoco dello short-selling sul debito qualora la situazione attuale dovesse prolungarsi eccessivamente.
    … “Et nunc”? Memento audere, semper. Se da un lato l’aspetto che maggiormente ha ingenerato il caos attuale è la legge elettorale, dall’altro un peso decisivo hanno avuto i media nel presentare la campagna elettorale. Dalle testate giornalistiche; dai telegiornali; dalle stesse parole dei candidati di riferimento sono scomparsi gli avvertimenti in merito ad una barca tutt’altro che fuori dalle secche, e dunque gli appelli per un governo forte. Nessuno dei candidati, ad eccezione forse del saltimbanco Grillo, ha in altre parole avuto il coraggio di ricordare, duramente e costantemente, che la situazione attuale è solo apparentemente calma, e che solo altri anni di sacrifici potranno portare il Paese al di fuori della crisi del debito.
    Occorre riformare immediatamente la legge elettorale. Occorre impostare campagne orizzontali di informazione circa lo stato di salute delle finanze pubbliche, appese al filo degli scudi europei giustamente citati da Andrew. Occorre un Governo di unità nazionale, che ripiani il debito, razionalizzi la spesa pubblica, e responsabilizzi tutta la popolazione nel fare la propria parte per uscire dalla tempesta finanziaria, e anzi, riappropriarsi della famosa “sovranità economica” citata con diversa dal Cav.
    Non c’è sovranità quando si deve rendere conto ad altri della propria agenda economica; ma non c’è neanche sovranità quando il rimborso dei debiti contratti diventa l’unica alternativa possibile di investimento del surplus.
    Il mondo guarda all’Italia, e, più o meno esplicitamente, auspica che i governanti, celati o palesi che siano, sappiano fare meglio dei corrispettivi in Grecia. Il prezzo da pagare, per tutti, qualora questo non avvenisse, sarebbe incalcolabile.

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