Il grafico sotto parla da solo. I falchi sono quelli che stanno costantemente e  sensibilmente sopra il livello zero. I paesi che stanno intorno allo zero o sotto potremmo definirli il demonio: coloro che utilizzano il debito come leva.  Da questo grafico, che testimonia le asimmetrie relative alla bilancia commerciale intra-UE, si rileva che queste persistono a tutt’oggi nella UE (al netto di UK che non ne fa parte), è significativo il dato dell’Olanda e della Francia.

Per la prima l’interscambio UE è notevolmente positivo(150 Mld nel 2013), quindi affluiscono capitali a gogo, chissà perché poi hanno un indebitamento del settore privato elevatissimo (circa 62.000€ pro capite). Falchi? chiamali scemi. Che ve lo dico a fare: asimmetrie che portano benefici agli olandesi.

La seconda la Francia, con un deficit di bilancia di 88 mld di euro (2013), ormai in difficoltà economiche palesi e strutturali (a me sembra abbastanza Piigs): diciamo che Mr Hollande ci ha capito ben poco, si è svegliato solo dopo i recenti “schiaffi”.  Adesso ha scoperto che è meglio stare un pò in sordina, sperando che Renzi riesca a sfondare (speriamo non si schiantino entrambi).

Quanto detto è cosa trita e ritrita: gli squilibri persistono, la BCE è lenta a reagire e lo fa con il conta gocce, per via del freno a mano tirato dai falchi. La parziale Unione bancaria ha dato una sistematina a questi squilibri, ma la strada è lunga, senza dimenticarci che siamo seduti su una montagna di debiti.

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