Dove conviene nascere? Secondo l’Economist Intelligence Unit, che ha stilato una classifica in base alla qualità della vita, valuta alcune caratteristiche di ogni singolo paese, quali la demografia, il sociale e la cultura. Ne viene fuori che per il 2013 i bambini più fortunati sono quelli svizzeri, seguiti dai bambini australiani, norvegesi e svedesi.

L’Italia è al ventunesimo posto, neanche male se raffrontato con altri indici come quello per esempio sulla libertà economica di un paese oppure quello che indica i paesi a maggiore corruzione, ma c’è ne sono molti altri. Però al momento della nascita di questo indice e cioè nel 1988, il nostro paese era al quarto posto, molto meglio. Gli Usa erano al primo e la Francia al secondo. Ora gli Usa sono al sedicesimo posto a pari merito con la Germania.

Ma come sottolinea l’Economist l’unico paese dell’UE a migliorare la posizione in questo arco temporale, è l’Olanda. Nel 1988 era al 10° posto, oggi è all’8°. In pratica tutti i paese dell’Unione Europea hanno peggiorato la propria posizione. Quelli premiati sono stati proprio i paesi piccoli, come la Svizzera appunto, la Norvegia, la Danimarca e l’Olanda. Inoltre da questo indice emerge che i paesi cosiddetti BRIC nonostante la loro forte crescita nell’ultimo decennio, sono ancora lontani dal raggiungere gli standard anche di paesi come la Grecia o il Portogallo (rispettivamente al 34° e 30° posto). Quindi nonostante la crisi morda, soprattutto nei paesi mediterranei, la qualità della vita tiene.

Ma a preoccupare sono le prospettive future. L’andamento è peggiorativo rispetto agli ultimi 25 anni, diversi indicatori peggiorano e per un bambino questi paesi diventano sempre meno appetibili. Quanto potremo durare ancora difficile a dirlo. Per l’Italia, così come altri paesi, la qualità della vita non corrisponde alla intensità della crescita del Pil. Ma certo è che all’aumentare di quest’ultimo ne giova anche la qualità e non viceversa. Curioso in questa classifica è vedere la Francia messa peggio dello “stivale”: un altro indicatore che mette a nudo i problemi sempre maggiori dei transalpini.

 

One Response to Dove conviene nascere

  1. Shan'do ha detto:

    La classifica stilata dall’EIU è effettivamente sorprendente. A suo modo, difatti, fotografa i veri modelli di crescita che hanno avuto successo negli ultimi 25 anni. Leggere nelle posizioni di testa la presenza della Svizzera, dell’Australia, delle democrazie nordiche, dell’Olanda, di Singapore, convoglia un grande messaggio: sostenibilità. Tutte queste sono economie libere, di stampo capitalistico, ma caratterizzate da una mano governativa illuminata, e soprattutto da meccanismi sociali di controllo e punizione delle deviazioni. E’ questa la vera “mano invisibile” di cui hanno bisogno gli Stati per scalare la classifica in questione: la società, formata da individui informati, che creano ed alimentano economie sostenibili.
    Andrew giustamente punta indica le posizioni, a dire il vero non troppo drammatiche, di Italia e Francia, oggi più che mai ad un bivio critico, tra il declino apparentemente inarrestabile e la ripartenza; il mio contributo vuole invece andare alla “terza colonna”, dove spicca quella Cina tanto declamata come “locomotiva mondiale della crescita”. Oppure alla quarta, dove figurano India e Russia. I BRICS sono questo: crescite aggressive che affondano le radici in privazione dei diritti, squilibri sociali e negazione dell’individuo. Fino a quando la barra non sarà orientata in altro modo, difficilmente questi Paesi potranno risalire la china della qualità della vita.

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